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Spinning alla Spigola: amore, odio e… fortuna

...ci terrei a dare alcune di quelle che sono le mie opinioni personali sullo “Spinning alla Spigola”, scaturite in parte, dal mio modo di vivere ed affrontare questa sfida a tratti avvincente ed entusiasmante,

ma molto spesso snervante e di difficile interpretazione.
Sono sempre stato convinto che per riuscire a catturare in modo costante, serva una costanza nelle uscite.

C’è bisogno di dedicare tempo sia allo studio dei fattori che ampliano le possibilità di avere un incontro ravvicinato con il predatore, ma allo stesso modo serve tempo per riuscire ad interpretare i passi che portano allo strike: il perfetto mix di condizioni meteo marine, gli orari, la giusta attrezzatura, l’esca artificiale ed il tipo di recupero corretti. Tutto vero, si… almeno in parte, ma forse non sempre.

Perché può succedere che proprio quando si è sicuri di una cosa, capita l’esatto contrario, l’eccezione che conferma la regola, il colpo di fortuna.

Non mi è mai piaciuto dedicare importanza al fattore “culo” (permettetemi il termine), forse anche perché non mi appartiene più di tanto, ma nella pesca e soprattutto in questo caso specifico, alla Spigola, dove è vero tutto e il contrario di tutto, una buona dose di fortuna è l’elemento che può fare la differenza.
Potrei raccontarvi tanti aneddoti tramandati da pescatore a pescatore; le varie leggende di cui si vocifera sui vari spot di pesca, potrei anche dire quello che ho visto con i miei occhi, ma credo che alla base ci sia una unica causa: la lunaticità di questa specie.
A complicare il tutto, si ci mette anche la grande diminuzione della presenza (in termini di numeri) di esemplari lungo le nostre coste.
Anche i pescatori che hanno seguito passo passo lo svilupparsi ed il diffondersi di questa tecnica dagli inizi (anni 70/80), citano di un grande calo di catture rispetto agli anni scorsi… e purtroppo si va sempre peggio.

Le cause possono essere varie, ma di questo argomento se potrà parlare in altro contesto, per non allargare troppo il discorso.

La lunaticità di questo predatore accoppiata al lanciare la nostra esca nel posto giusto, nel momento giusto (chiamiamolo senso dell’acqua), può far diventare una giornata di pesca qualsiasi, una pescata indimenticabile, facendoci accarezzare i colori argento vivo di una bellissima Spigola, ricercata per tanto tanto tempo. Una cattura arrivata, magari, proprio nel momento in cui stavamo quasi per soccombere, rassegnati all’ennesimo cappotto. 
Dopotutto se fosse troppo semplice, questo gioco chiamato Spinning, sarebbe poco attraente e scontato, perdendo quel fascino che lo contraddistingue dalle altre tecniche di pesca e che in una piramide ideale è posto quasi al vertice, preceduto solo dalla nobile arte della pesca a mosca.

Anche per questo, mi sento di dare un consiglio spassionato a tutti i ragazzi che ostentano tecnicismi teorici da ogni poro della pelle e che passano ore ed ore a studiare forum, siti internet, schede tecniche, canne, tipi di recupero ed artificiali “filosofali”: la pesca è bella, ma deve essere un buon compromesso tra tecnica, teoria e soprattutto pratica!

La pesca a Spinning è equilibrio.

Ho capito che quello che non succede in anni di pesca, può succedere in un ora, e per questo fate uscite più frequenti, vi divertirete di più con meno teoria e meno tecnica.

Ho voluto spendere qualche parola su un predatore come la Spigola che si fa amare e odiare per la difficoltà nel poterlo incontrare, ma che nonostante tutto è una delle prede da sempre più ambita e pregiata per gli anglers italiani… e mi fa piacere credere che prima o poi la fortuna arriva per tutti, come una ruota che gira, forse proprio domani toccherà a noi. Credeteci sempre, ad ogni lancio, questo dovrebbe essere il credo di ogni “spinner” che si possa definire tale.

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