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Appassioniamoci al Trout Area, con Pasquale Iscaro

Come tante altre tecniche di pesca, anche lo spinning in acque interne sta vedendo il nascere di diverse sottocategorie,

dedicate non solo a prede ben definite, ma anche ad ambienti ed attrezzature nate per soddisfare specifiche esigenze. 

In questo articolo dedicato al trout area, che potremo definire un’evoluzione dello spinning ultralight alla trota lago, con un apertura particolare verso le competizioni, il nostro amico Pasquale Iscaro, membro del team PROSPIN, ci aiuterà a scoprire i punti salienti di questa tecnica.

Pesco da quando avevo 6 anni, ho cominciato nei laghetti a pagamento nelle vicinanze di casa mia, poi crescendo sono entrato nel mondo dell’agonismo del settore trota lago con esche naturali, con buoni risultati in ambito provinciale e regionale. Da tempo ho conosciuto una delle tecniche di pesca che più mi affascina a tal punto da abbandonare le esche naturali e dedicarmi unicamente a quelle artificiali con il trout area.
È la tecnica più in voga del momento, nata in Giappone si è subito fatta conoscere in molti paesi come Russia e Italia.

Regola fondamentale è il no-kill assoluto, il pesce deve essere stressato il meno possibile e rilasciato senza apportare nessun danno.


In Italia, molti laghetti di pesca sportiva privati, si stanno ricondizionando per rispettare le esigenze di questi pescasportivi, popolandoli con trote di piccola taglia, che assicurano catture continue e grande attività predatoria.



Attrezzatura
Per praticare il Trout Area bisogna essere in possesso di attrezzi specifici:
- canne ultra light (casting che va dai 0 ai 7 grammi e lunghezza delle canne non superiore ai 6’6”)
- guadino con rete in gomma
- releaser (uno slamatore ricurvo) anche se facoltativo può aiutare molto slamando il pesce direttamente in acqua


- artificiali, che si differenziano in varie categorie: spoon, crank, popper, jerk e pellet.
Di solito con molto vento e all’inizio delle competizioni si utilizzano ondulanti più pesanti, utile anche per selezionare le prede più attive, per poi scendere gradualmente di peso e misura, in relazione all’attività dei salmonidi.

Le canne
Ci sono varie tipologie di canne con azioni diverse, ma per avere un set completo da Area, vi é bisogno di 3 tipologie:
- una che possa gestire micro spoon (canna da ricerca) che possa gestire esche che vanno dai 0,3 gr fino ai 2 gr massimo. Utilizzata di solito nei turni finali di gara dove vi è la necessità di slamare meno pesci possibili o per insidiare pesci apatici.
- una canna che possa gestire spoon dai 2 gr in su e che si possa usare nelle fasi iniziali di gara dove é fondamentale portare al guadino il maggior numero di trote nel minor tempo possibile, selezionando quelle più attive
- una canna da crank da utilizzare nelle fasi finali di pesca dove il pesce risulta maggiormente apatico e restio nell’attaccare altre esche.

I mulinelli
Preferibilmente in misure piccole 1000/2000, per bilanciare al meglio il sistema pescante, si consigliano modelli realizzati in materiale ultra leggero,

non è richiesta una grande capacità di filo o resistenza a pesci importanti, ma scorrevolezza, fluidità e precisione.

Gli artificiali
Gli spoon: sono artificiali metallici di varie forme peso e colore con amo rigorosamente senza ardiglione.


Crank e minnow (imitazioni di pesci), che tramite il loro movimento, stimolano l’attacco della trota. Li troviamo di varie forme azioni e colori e possiedono uno o più ami senza ardiglione.
Un crank può avere 3 azioni di pesca differenti ci sono i crank sr, mr, dr.
- crank surface running (sr) svolgono la loro azione di pesca nei primi 30 cm, sotto il pelo dell’acqua.
- crank medium running (mr) svolgono la loro azione di pesca fino a una profondità massima di 2 metri.
- crank deep running (dr) svolgono la loro azione di pesca nei pressi del fondale .
Inoltre i crank possono essere suspending (non ritornano a galla quando stoppiamo il recupero), floating (ritornano a galla una volta stoppato il recupero).

I fili
Maggiormente usati nel Trout Area sono il trecciato, nylon, fluorocarbon e super ester.
- trecciato è il meno elastico di quelli elencati, capace di far avere il più totale controllo dell’esca e di sentire ogni singola toccata, consigliato nelle misure 0.2-0.3 pe.
-nylon il più elastico, è usato per la maggiore per uso di crank, jerk, consigliato nelle misure 0.10-0.12-0.14.
- fluorocarbon buon compromesso di elasticità tra nylon e trecciato usato anche per terminali per la sua quasi totale invisibilità nell’acqua consigliato nelle medesime misure del nylon per bobina, mentre per i terminali si può scendere anche di qualche misura.
- ester e super ester, filo non elastico simile al fluorocarbon ma affondante gode di una buona sensibilità.

Accessori
Non possono mancare i moschettoni che vanno dalle misure 0 alle 000 e sono di varie forme.
Insomma ragazzi non vi resta che attrezzarvi e iniziare a praticare questa bellissima tecnica che rispetta la natura ma soprattutto le nostre care e combattive trote che ci fanno divertire sempre di più con queste attrezzature ultra light.

Azione di pesca
Lanci precisi, senza forzare più del dovuto, andranno ad alternarsi tra ampia, media e breve distanza. E’ inutile fare lanci troppo vigorosi in quanto la leggerezza dell’attrezzatura risponderà contrariamente all’eccesso di potenza impressa, creando fastidiosi sbacchettii, che ridurranno notevolmente la portata.
La ferrata non sarà immediata ma al momento della tocca, si consiglia di abbassare la canna leggermente, assecondando la mangiata, la trota di piccola taglia va aiutata, quindi dopo questa operazione si ferra.

Perché un pescatore dovrebbe provare questa tecnica?
Oltre ad essere molto divertente, è anche molto semplice, molti laghi si stanno attrezzando in questo senso. Consiglio a tutti di provare, inoltre

è una delle poche tecniche dove il rispetto del pesce e della natura viene prima di tutto.

Questo può aiutare a sensibilizzare molte persone verso il catch and release, che è uno dei fondamenti della nostra associazione asd Pro Spin.

E l’agonismo?
Ho iniziato a praticare il Trout Area da 2 anni circa e solo da uno che faccio gare.
Devo dire mi da tanti spunti per la crescita, per migliorare, relazionandosi con persone più esperte.

Ringraziamo Pasquale per i suoi preziosi consigli e gli lasciamo un grande ICAB per le sue future competizioni, un saluto speciale al gruppo di amici di PROSPIN!

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Last modified on Giovedì, 22 Febbraio 2018 15:30

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