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Spyllo 2.0 PELATUS, il nostro test su TACKLE REVIEW

Oggi parleremo di un esca di casa Pelatus Spinning Lures lo Spyllo 2.0

Si tratta dell’evoluzione del modello precedente, lo spyllo: si differenzia per il materiale di costruzione, infatti, la nuova versione è in resina (al posto del legno della precedente) e per l’aggiunta del rattle, ovvero del modulo interno, una camera d’aria in cui è libera di scorrere una sferetta di metallo, che battendo contro le pareti dell’esca, emette una sonorità, che dovrebbe essere un richiamo ulteriore per il predatore.

CARATTERISTICHE
Essendo una top water, svolge la sua azione sulla superficie dell’acqua o poco sotto di essa. Questa imitazione richiama esattamente quelle che sono le linee caratteristiche di un needle, ovvero un aguglia o un pesce dalla sagoma allungata, che nuota in superficie.

Il materiale del corpo è la resina avitex.

Lo spyllo ha una lunghezza di 220 mm e ha un peso di 30 gr. E’ dedicata alla cattura di grandi predatori, per cui è presente un’armatura interna di acciaio inox 1.2mm e un rattle che aumenta la sonorita in acqua.

Viene fornito con ancorette VMC serie 9626 X2 e split ring Inox aisi 304 120 lb.

E’ disponibile in diverse colorazioni e dimensioni, per adattarsi al meglio alle esigenze dell’angler.

PROVA IN PESCA
Ottima la distanza raggiunta, diciamo che è nella media di esche di simile fattura e dimensione. Quello che ci è piaciuto maggiormente è che difficilmente abbiamo notato degli sfarfallii in volo. La traettoria disegnata è lineare anche in condizioni di vento contrario o laterale.

In acqua, lo spyllo 2.0 si presenta in assetto orizzontale, molto facile da gestire e alla portata di tutti scatenando la fantasia del pescatore che lo usa.

Il corpo affusolato e particolari molto realistici, lo rendono molto adescante.

VIDEO DI PRESENTAZIONE
Ecco il video dove analizziamo i dettagli dello SPYLLO 2.0 di casa PELATUS

AZIONE
La sua classica azione wtd scatena l’interesse di molte specie predatorie e ha molta efficacia su serra, lampuge, barracuda, leccie, palamite, invogliando all’attacco anche la più sfuggente preda.

In molti mi chiedono come meglio recuperare lo spyllo 2.0.

Una regola precisa non esiste, un angler esperto conoscitore dello spot saprà sicuramente colpire nel segno con la sua esperienza.

Io ad esempio consiglio un recupero lento e sinuoso, con ampi sguazzi a destra e a sinistra che stanno a simulare una preda ferita o una scattante cacciata alternati ad un giro di manovella del mulinello, quest’ultimo preferibilmente di recupero veloce di tipo 6.2.

Facendo così attireremo maggiore attenzione anche in porti molto grandi e dispersivi invogliando anche solo per territorialità la così tanto attesa ferrata acrobatica che caratterizza i predatori di superfice. Ma vista la sua semplice versatilità anche i meno esperti non troveranno difficoltà ad andare in strike.

CONCLUSIONE
Un artificiale che racchiude molti pregi. Unica nota dolente riguarda le ancorette, troppo spesse e poco aguzze, di tanto in tanto qualche slamata scappa o per colpa nostra o magari gli ami non penetrano bene nell’apparato boccale del serra. Consigliata la sostituzione con una più penetrante.

In alternativa, se non vogliamo sostituirle, dobbiamo di ferrare decisi e pronti qualora dovessimo allamare una preda.

Ottimo rapporto qualità prezzo, sotto la media di esche con simili caratteristiche. Un po’ difficile trovarla nei negozi locali, possiamo tuttavia trovarla online con una semplice ricerca.

Ecco il sito di riferimento PELATUS SPINNING LURES

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Last modified on Sabato, 09 Marzo 2019 23:13

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